La vampira di Venezia
.png)
Tutto il mondo conosce Venezia per le sue gondole e i suoi canali...ma pochi sanno che la città sull'acqua nasconde anche tanti misteri e racconti cupi, legati a periodi in cui la paura e la superstizione erano più forti di qualsiasi cosa.
Torniamo indietro proprio a uno di questi periodi bui.
1576. La peste bubbonica flagellava l'Europa e la Repubblica di Venezia, uccidendo migliaia di persone. Uomini, donne, bambini, nessuno era a salvo. Per cercare di contenere l'epidemia, i malati venivano isolati
Nel XVI secolo, la peste bubbonica flagellò la Repubblica di Venezia mietendo migliaia di vittime. Per tentare di contenere l'epidemia, i malati e i sospetti contagiati venivano isolati su due isole della laguna:
l'isola del Lazzaretto Novo e quella del Lazzaretto Vecchio.
Al Lazzaretto Vecchio venivano inviate le persone che già mostravano i sintomi della malattia. Per la maggior parte di loro...si trattava di un viaggio di sola andata.
Nell'isola del Lazzaretto Novo invece, si fermavano le navi e gli equipaggi per rispettare un periodo di quarantena, e venivano inviate le persone che si "sospettava" fossero malate ma non se ne era certi.
I dottori della peste passavano per i lunghi corridoi di questi macabri luoghi di dolore e malattia, spesso senza poter far nulla per alleviare le sofferenze dei malati. E proprio "Il dottore della peste" è diventata una delle maschere più conosciute e popolari del carnevale veneziano.
Ma oltre la realtà, alcune misteriose leggende circolano intorno ai lazzaretti, alimentate da inquietanti scoperte
Nel 2006, durante degli scavi al Lazzaretto Nuovo, gli archeologi trovarono una fossa comune risalente all'epidemia di peste del 1576. Tra i numerosi reperti, uno sconvolse gli studiosi: lo scheletro di una donna con un grosso mattone incastrato a forza tra le mascelle.
Quel mattone non si trovava lì per caso.
Secondo le credenze popolari, diffuse soprattutto nell'Europa Centrale e Orientale, durante le epidemie si aggiravano tra gli appestati i "Nachzehrer" ovvero i "Masticatori di Sudari", creature oscure che masticavano il proprio sudario funebre, in un rituale magico che serviva a diffondere il contagio.
Per bloccare il potere del Nachzehrer, l'unica soluzione dettata dalla superstizione era impedirgli di masticare: la bocca veniva quindi sigillata inserendo una pietra o un mattone prima di chiudere la fossa.
Mito o Terrore dell'Epoca?
Non lo possiamo sapere. Gli esami condotti dagli archeologi indicano che la donna, all'epoca della morte, aveva circa 60 anni. Le persone dell'epoca l'avevano identificata come una vampira masticatrice di cadaveri...il perché non potremo mai saperlo.
Guarda il Video Completo e Segui Storie al Buio!
Il caso del Lazzaretto Nuovo resta una delle testimonianze archeologiche più incredibili legate al mito del vampirismo in Italia.
🎬 Non hai ancora visto il video? Corri a recuperarlo sui nostri canali ufficiali:
TikTok: https://www.tiktok.com/@laparolaia
Instagram: https://www.instagram.com/laparolaia_virginia/
Restate sintonizzati sul blog e sui social: nel prossimo appuntamento vi porteremo in un nuovo viaggio nel terrore con un video speciale curato da Filippo!
E voi cosa ne pensate? Semplice terrore dell'epoca o c'era qualcosa di più? Fatecelo sapere nei commenti!
.png)
Commenti
Posta un commento