La leggenda del misterioso treno Zanetti

Cari Filippo e Pietro,

Oggi non posso mettervi a dormire. Ho deciso allora di scrivervi una storia, ispirandomi al panorama che vedo dalla finestra.  Non ci sono ghiacci né foreste, ma rotaie, vecchie locomotive e il rumore metallico dei treni che entrano ed escono dalla stazione. Già, il mio hotel affaccia proprio sui binari di una delle stazioni più importanti di tutta Italia, Roma Termini, e mi è venuto in mente che c’è una storia che mi ha sempre affascinato ma che forse non conoscete… una storia accaduta proprio qui, in Italia, e cominciata su queste vecchie rotaie sferraglianti.

Avete spento la vostra luce? 
Avete acceso l’abat-jour?
Cominciamo.

Il 14 luglio 1911, sul binario numero 1 della stazione Termini, molti passeggeri aspettavano trepidanti la partenza di un treno. Erano centoquattro, uomini e donne dell’alta borghesia romana, e sei membri dello staff, tra macchinisti e personale di servizio, che si muovevano veloci tra la folla e i vagoni nuovissimi, controllando che tutto fosse pronto per la partenza.

Il treno era nuovo, appena costruito dalla compagnia ferroviaria Zanetti, che aveva lanciato un grande evento per inaugurarlo: un incredibile viaggio di lusso. La scintillante locomotiva e i tre vagoni cromati avrebbero percorso il loro primo tragitto su rotaie, partendo da Roma e arrivando a Milano, attraversando le verdi campagne della Toscana e dell’Emilia-Romagna. Proprio per quell’occasione la Zanetti aveva invitato centosei persone della “Roma bene”: chirurghi, ingegneri, giornalisti, politici, architetti. A tutti era stata promessa un’esperienza di viaggio speciale, godendosi gli splendidi paesaggi italiani.

Quando tutti si furono seduti ai loro posti, accomodando valigie e borse nelle cappelliere e ricevendo felici i giornali distribuiti dal personale di bordo, il capostazione fischiò e, avvolto in una nuvola di vapore bianco, il treno finalmente partì, cominciando il suo lungo viaggio. È strano che da nessuna parte sia riportato l’orario esatto di partenza di quel treno… ma possiamo pensare fosse mattina: il viaggio era lungo e l’idea era arrivare a Milano all’ora di cena. Il treno procedette lento lungo i binari, permettendo così agli eleganti passeggeri di godersi il panorama scorrere fuori dal finestrino, sorseggiando champagne, servendosi delle leccornie offerte dai camerieri in livrea, circondati da musica e conversazioni eleganti. I signori fumavano la pipa, le signore si facevano aria con ricchi e elaborati ventagli, tutte chiuse nei loro vestiti di pizzo a tinte pastello, con grandi cappelli di paglia che facevano ombra sul viso.

Tutto procedeva per il meglio e il viaggio stava risultando più che soddisfacente e, nel giro di qualche ora, il treno arrivò all’imbocco di una lunga galleria tra l’Emilia e la Lombardia. Quella galleria, lunga più di un chilometro, all’epoca era considerata un prodigio di ingegneria, la più lunga mai scavata in montagna. E proprio per questo, al suo imbocco e alla sua uscita, si era radunata una piccola folla, curiosa di vedere il nuovissimo treno attraversarla.

Eppure… successe qualcosa.

Il treno si avvicinò lentamente all’imbocco della galleria e, una volta entrato completamente nell’oscurità… scomparve. Di lui si persero le tracce. La piccola folla che lo aspettava non lo vide mai uscire. Passarono prima dieci, poi venti, poi quaranta minuti di sbigottimento e curiosità quando, alla fine, due uomini malconci e spaventati uscirono da soli dal tunnel, camminando, per poi riversarsi in stato di shock sulle rotaie.

A quel punto fu chiamata la polizia. Alcuni agenti entrarono a ispezionare la galleria e le rotaie… ma non trovarono nulla. Nessun rottame, nessun segno di incidente. Altri cercarono di far parlare i superstiti prima di accompagnarli in ospedale. Ma ci vollero due giorni prima che uno dei due riuscisse a recuperare una parvenza di sanità mentale. A quel punto raccontò una bizzarra, terribile storia.

“Ho sentito uno strano ronzio poco prima dell’entrata del tunnel, all’interno del quale si era alzata una strana nebbia bianca che sembrava serpeggiare intorno al treno, che veniva letteralmente inghiottito. È stata un’esperienza orribile, nonostante fossi riuscito a salvarmi insieme a un altro passeggero, saltando da una delle carrozze poco prima che la locomotiva entrasse nel tunnel. Entrambi siamo caduti rovinosamente sul duro terreno, e questa è l’ultima cosa che ricordo.”

La polizia indagò, il personale delle ferrovie indagò, la galleria fu percorsa più volte, i passeggeri superstiti interrogati di nuovo… ma niente. Non fu mai trovata alcuna spiegazione razionale a ciò che era successo. Il tratto di ferrovia venne chiuso e la compagnia ferroviaria Zanetti fece il possibile per insabbiare l’evento. Ciò che mise definitivamente la parola FINE alla vicenda fu un bombardamento aereo durante la Seconda guerra mondiale, che fece crollare il tunnel, bloccandone l’accesso. Non fu quindi possibile indagare oltre. La memoria del nuovissimo treno turistico Zanetti andò perduta, e con essa i nomi e le storie di quei 104 passeggeri. Ma siamo sicuri che sia andata veramente così?

Innanzitutto, nel 1905 le appena nate Ferrovie dello Stato (FS) furono create per gestire l’intera rete ferroviaria italiana e assorbirono tutte le altre ferrovie locali che operavano in Italia fino a quel momento. Com’è possibile che si fondasse una nuova compagnia privata nel 1911? Strano. E poi, nel 1911 i giornali esistevano e, anzi, il giornalismo si occupava molto di notizie locali, di cronaca e di colore. Un evento così drammatico come la sparizione di un treno con più di 100 persone a bordo avrebbe sicuramente attirato l’attenzione… eppure, niente. Nessun giornale riporta l’inaugurazione del treno turistico Zanetti. La storia è quindi quasi sicuramente una leggenda. Affascinante, interessante, sì. Ma una leggenda, senza un briciolo di verità nel mezzo.

Eppure… cambiamo continente. Andiamo a Città del Messico nel 1940. Le voci raccontano che un famosissimo psichiatra, José Saxino, direttore di una delle cliniche per le malattie mentali più famose del Messico, dovette far internare 104 persone che si comportavano in modo scontroso e confusionale. Si accertò che i pazienti non fossero né messicani né spagnoli, bensì italiani… che giuravano di essere arrivati a Città del Messico in treno. Possibile? Chissà.

E poi… dal 1955, molti avvistamenti di un treno prebellico, formato da tre carrozze, si susseguirono in Russia, in Norvegia, nei Balcani. Un treno strano, circondato da una nebbia bianca, che sembrava fluttuare.

Quindi… un treno. Fermo sulle rotaie di una stazione di Roma, nel 1911. Che scompare in un tunnel, portando con sé 104 passeggeri, che ritornano 30 anni dopo a Città del Messico. Un treno inghiottito da una nube spessa, bianca, fredda, la stessa che lo circonda quando appare misteriosamente a Mosca o a Oslo.

È una leggenda? Sicuramente sì. Sono solo storie raccontate da chi, come me, ama i misteri. O forse no, e qualcosa di vero c’è stato.  Io, intanto, da qui, continuo a sentire lo sferragliare dei treni sotto la mia finestra. Arrivano, si fermano, ripartono, come sempre. Ma il dubbio rimane.

Quindi, la prossima volta che vi capiterà di viaggiare in treno e il vagone entrerà in una galleria, provate a fare attenzione al rumore… al tempo che passa… o a una strana nebbia bianca.

Vi abbraccio forte,
la vostra mamma.




 

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